Quando devi iniziare un nuovo lavoro con Artlantis è una buona regola organizzarsi attraverso una serie di step che permettono di capire al meglio l’evoluzione dei render che stai realizzando.
Dato che Artlantis è un motore di render e non ha a disposizione strumenti di modellazione tridimensionale, il modello 3D deve essere realizzato attraverso un altro software, fortunatamente Artlantis permette di dialogare con parecchi programmi e legge molti formati 3D per cui il programma 3D che utilizzi potrà, sicuramente, andare bene.

Dopo che con Artlantis hai aperto il modello 3D (Artlantis non ha comandi di importazione), consiglio di affrontare l’elaborazione nel seguente ordine, fai conto che prendo in considerazione che tu stia lavorando con la versione 4.1:

STEP 1 – Impostazione dei Parametri di render e attivazione della Camera Fisica

Nei parametri di render trovi anche la dimensione da impostare per le immagini.
Una delle cose che apprezzo di Artlantis è il fatto di poter, per ogni singola vista, impostare parametri di render diversi. Questo permette di definire anche dimensioni diverse per le immagini render da elaborare. Mi piace particolarmente lavorare con tre formati di base:

– 1280 x 720 un taglio orizzontale a 16:9 per dare all’immagine un aspetto particolarmente accattivante;
– 720 x 1280 come sopra però in verticale. Ottimo per immagini di ambienti particolarmente stretti;
– 1280 x 1280 un formato quadrato per ambienti un pò più ampi.

Logicamente, mantenendo le proporzioni, puoi variare la dimensione delle immagini in base all’utilizzo che si deve fare del render a fine lavoro.

Questi formati, a gusto personale, possono essere usati sia in render di interni e sia di esterni.

La Fotocamera Fisica è sempre meglio attivarla e impostare Interno o Esterno sulla base del tipo di immagine che si deve realizzare. E’ molto comoda per avere immediatamente delle immagini con una buona illuminazione. Se poi si attivano i “parametri avanzati di render” allora è possibile sbizzarrirsi con i valori “ISO” e “Velocità dell’otturatore”.

 

STEP 2 – Definizione e bilanciamento delle Luci

La fase di illuminazione è sempre molto complicata da affrontare, si deve partire ragionando sul tipo di render che si vuole ottenere e avere pazienza. Ogni piccola modifica verrà elaborata e resa visibile nella finestra di anteprima.
Peccato che Artlantis non permette di impostare automaticamente il modello con il grigio 50% che molti altri software utilizzano per lo studio dell’illuminazione.
Un ottimo aiuto nell’illuminazione della scena ora viene dato dall’utilizzo delle immagini HDR (Artlantis 4.1) che permettono, con pochi passaggi, di ottenere una buona luce ambientale.

Qualche piccolo consiglio:
Sole

  • usare la posizione geografica, il calendario e l’ora. Si possono notare, facendo varie prove a mesi e orari diversi, delle differenze nel tipo di illuminazione delle scene;
  • il Sole non è mai di colore bianco;
  • attivare sempre le ombre e sfumarle parecchio.

Lampade

  • dividerle in Gruppi Luce, da poter attivare o meno nelle immagini;
  • ragionare sul tipo di luce IES che si vuole adottare (specialmente per faretti e luci direzionali;
  • partire sempre con valori di intensità bassi;
  • lavorare con l’attenuazione per eliminare gli aloni;
  • se possibile non usare gran quantità di Luce neon (cartella Surface), rallenta particolarmente il calcolo render.

In questa fase e nella successiva usare spesso la funzione del Render di Zona per risparmiare tempo.

STEP 3 – Definizione dei Materiali attraverso Shaders o Texture bitmap

Terminata la fase di illuminazione delle scene, passare alla mappatura del modello attraverso gli shaders, specialmente per quelle superfici come i metalli, i vetri, i liquidi che si trovano nel Catalogo nella cartella Surface. Per usare le texture bitmap fare sempre attenzione all’effetto, molte volte sgradevole, della ripetizione dell’immagine. Una texture non si crea facilmente solo dalla fotografia del materiale, deve avere delle caratteristiche tali che nella moltiplicazione sulle superfici non si notino effetti evidenti di ripetizione.
In questa fase sicuramente ti capiterà di dover aggiustare l’illuminazione delle scene.

Consiglio:

Non avere paura a rendere riflettenti le superfici, ragiona sul tipo di materiale che vuoi ottenere e gioca con i parametri.

STEP 4 – Inserimento di oggetti nella scena

Artlantis permette di arricchire le scene attraverso oggetti. Inizialmente il Catalogo non è particolarmente fornito specialmente per chi deve lavorare con arredi di design, ma con un pò di pazienza e di giusta ricerca, è possibile arricchirlo e personalizzarlo per il proprio lavoro. Infatti è possibile trasformare in oggetti .aof gli eventuali modelli 3D di oggetti o arredi, anche di design, che vengono realizzati dalle varie case produttrici.

STEP 5 – Impostazione dei render finali con definizione delle inquadrature e attivazione (eventuale) di parametri di post elaborazione 

Ultimato il lavoro di vestizione delle scene, siamo quasi pronti per il calcolo finale delle immagini. Fare gli ultimi controlli e all’occorrenza attivare i Parametri di post-elaborazione. Io li consiglio sempre con un uso molto leggero e senza eccessi.

STEP 6 – Calcolo dei render attraverso l’uso di Artlantis Batch.

Per meglio gestire i propri tempi e quelli del proprio computer, consiglio di usare sempre Artlantis Batch. Questo sistema permette di poter caricare più viste e calcolarle una dopo l’altra, specialmente nelle ore notturne, dove il computer può lavorare senza sosta e dove la corrente elettrica costa meno. Ma oltre a questo, l’Artlantis Batch permette di svincolare Artlantis dal calcolo e, se il tuo computer lo permette, di lavorare su altre scene.

STEP 7 – Eventuale post-elaborazione con un programma di gestione delle immagini

Una volta terminate le immagini render e sempre buona norma fare dei piccoli ritocchi di post-elaborazione con programmi di fotoritocco come Photoshop o Gimp, oppure, solo per gli utenti Mac, anche iPhoto. Questa fase serve per eliminare piccole imperfezioni o per rendere più vivi i colori.

 

 

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Luca Manelli

Luca Manelli

Ciao, sono Luca Manelli, utilizzo ARCHICAD da oltre 20 anni e sono il curatore dei contenuti di questo sito. Insegno ARCHICAD da tanti anni, ho scritto manuali d'uso, realizzo e produco video corsi di auto-apprendimento per aiutarti a imparare ARCHICAD velocemente e in modo produttivo.

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