Quando devi iniziare un nuovo lavoro con Artlantis 5  una buona regola organizzarti attraverso una serie di step che permettono di capire al meglio l’evoluzione dei render che stai realizzando. Artlantis è un motore di render e non possiede strumenti di modellazione tridimensionale per cui il modello 3D lo devi realizzare attraverso un altro software. Ma non preoccuparti, Artlantis ti permette di dialogare con tanti programmi e legge molti formati 3D per cui il programma 3D che utilizzi andrà  sicuramente bene. Io personalmente utilizzo ArchiCAD che esporta direttamente nel formato ATL (Artlantis appunto) e nella fase di esportazione è possibile fare una serie di scelte su come e cosa esportare.

Se utilizzi anche tu un CAD, prova a fare una visita al sito Artlantis.com (www.artlantis.com) nella sezione Download, potrai scaricare gratuitamente i plug-in di esportazione da vari software quali Vectorworks, SketchUP e Autodesk Revit per meglio rendere compatibile il modello 3D. Se invece il tuo software non è tra questi, controlla se per caso non effettua l’esportazione 3D in formato OBJ, 3DS, ecc… puoi comunque aprirlo con Artlantis (Artlantis non ha comandi di importazione).

Una volta aperto il modello 3D, ti consiglio di affrontare l’elaborazione nel seguente ordine, fai conto che prendo in considerazione che tu stia lavorando con la versione 5:

STEP 1 – Impostazione dei Parametri di render e attivazione della Camera Fisica

Nei parametri di render trovi la dimensione da impostare per le immagini.
Una delle funzioni che apprezzo di Artlantis è il fatto di poter, per ogni singola vista, impostare parametri di render differenti. Questo ti può permette di definire dimensioni e caratteristiche diverse per ogni singola immagine render da elaborare. Mi piace particolarmente lavorare con tre formati di base:

  • 1280 x 720 un taglio orizzontale a 16:9 per dare all’immagine un aspetto particolarmente accattivante;
  • 720 x 1280 come sopra però in verticale. Ottimo per immagini di ambienti particolarmente stretti;
  • 1280 x 1280 un formato quadrato per ambienti un pò più ampi;
  • 1280 x 960 (oppure 960 x 1280) un formato con il rapporto 4/3.

Logicamente, mantenendo le proporzioni, puoi variare la dimensione delle immagini in base all’utilizzo che si deve fare del render a lavoro ultimato.

Questi formati, a gusto personale, possono essere usati sia in render di interni e sia di esterni.

La Fotocamera Fisica è sempre meglio attivarla e impostare Interno o Esterno sulla base del tipo di immagine che si deve realizzare, questo fino a quando non hai preso dimestichezza con le impostazioni ISO e velocità dell’otturatore, attraverso i due valori posti subito sotto la finestra di anteprima.

Artlantis parametri di render

STEP 2 – Definizione e bilanciamento delle Luci

La fase di illuminazione è sempre molto complicata e lunga da affrontare. Devi partire ragionando sul tipo di render che vuoi ottenere e avere pazienza. Ogni piccola modifica sarà  elaborata e resa visibile nella finestra di anteprima.

Peccato che Artlantis non permette di impostare automaticamente il modello con il grigio 50% che molti altri software utilizzano per lo studio dell’illuminazione.
Un ottimo aiuto nell’illuminazione della scena può essere dato dall’utilizzo delle immagini HDR (dalla versione Artlantis 4.1 in poi) che permettono, con pochi passaggi, di ottenere una buona luce ambientale.

Artlantis HDRI

Qualche piccolo consiglio:

Sole (Heliodoniche)

usa la posizione geografica, il calendario e l’ora. Si possono notare, facendo varie prove a mesi e orari diversi, delle differenze nel tipo di illuminazione delle scene;
colora sempre la luce del Sole, Artlantis, in base all’orario ti metterà  un colore alla luce, prova a cambiarlo, sicuramente otterrai degli effetti stupefacenti;
attiva sempre le ombre e sfumale tanto, otterrai delle immagini più morbide.

Artlantis Heliodoniche

Lampade

dividi le luci delle scene in Gruppi Luce, questo ti permetterà  di attivare quelle necessarie nelle varie immagini;
ragiona sul tipo di luce IES che ti serve adottare (specialmente per faretti e luci direzionali);
parti sempre con valori di intensità  bassi e alzali ragionando sul tipo di immagine che desideri realizzare;
lavora con i valori dell’attenuazione per eliminare gli aloni;
per ottenere buoni risultati e effetti interessanti, prova a usare la Luce Neon (dalla versione Artlantis 5).

In questa fase e nella successiva usa spesso la funzione del Render di Zona per risparmiare tempo nel calcolo.

Artlantis Render di zona

STEP 3 – Definizione dei Materiali attraverso Shaders o Texture bitmap

Terminata la fase di illuminazione delle scene, passa alla mappatura del modello attraverso gli shaders, specialmente per quelle superfici come i metalli, i vetri, i liquidi che si trovano nel Catalogo. Per usare le texture bitmap fai sempre attenzione all’effetto, molte volte sgradevole, della ripetizione dell’immagine. Una texture non si crea facilmente solo dalla fotografia del materiale, deve avere delle caratteristiche tali che nella moltiplicazione sulle superfici non si notino effetti evidenti di ripetizione.

In questa fase sicuramente ti capiterà  di dover aggiustare l’illuminazione delle scene.

Consiglio:

Non avere paura nel rendere riflettenti le superfici, ragiona sul tipo di materiale che vuoi ottenere e gioca con i parametri.

Artlantis elenco shaders

 

Artlantis catalogo shaders

STEP 4 – Inserimento di oggetti nella scena

Artlantis ti permette di arricchire le scene attraverso oggetti. Inizialmente il Catalogo non è particolarmente fornito specialmente per chi deve lavorare con arredi di design, ma con un po’ di pazienza e di giusta ricerca, è possibile arricchirlo e personalizzarlo per il tuo lavoro.

Potrai trasformare in oggetti Artlantis gli eventuali modelli 3D di oggetti o arredi, anche di design, che sono realizzati dalle varie case produttrici, sempre con formati 3DS o OBJ.

Artlantis catalogo oggetti

STEP 5 – Impostazione dei render finali con definizione delle inquadrature e attivazione (eventuale) di parametri di post elaborazione

Ultimato il lavoro di vestizione delle scene, siamo quasi pronti per il calcolo finale delle immagini. Fare gli ultimi controlli e all’occorrenza attivare i Parametri di post-elaborazione. Io li consiglio sempre con un uso molto leggero e senza eccessi.

Artlantis parametri di post elaborazione

STEP 6 – Calcolo dei render attraverso l’uso di Artlantis Batch

Per meglio gestire i tuoi tempi e quelli del proprio computer, consiglio di usare sempre Artlantis Batch. Questo sistema permette di poter caricare più viste e calcolarle una dopo l’altra, specialmente nelle ore notturne, dove il computer può lavorare senza sosta e dove la corrente elettrica costa meno. Ma oltre a questo, Artlantis Batch ti permette di svincolare Artlantis dal calcolo e, se il tuo computer lo permette, di lavorare su altre scene.

STEP 7 – Eventuale post-elaborazione con un programma di gestione delle immagini

Una volta terminate le immagini render è sempre una buona cosa fare dei piccoli ritocchi di post-elaborazione con programmi di fotoritocco come Photoshop o Gimp, oppure, solo per gli utenti Mac, con iPhoto. Questa fase serve per eliminare piccole imperfezioni o per rendere più vivi i colori.

Render con Artlantis

Render con Artlantis

Render con Artlantis

Previous post

ARCHICAD e Mavericks OS X 10.9: note di compatibilità

Next post

iVisit3D per ARCHICAD

The Author

Luca Manelli

Luca Manelli

Ciao, sono Luca Manelli, utilizzo ARCHICAD da oltre 20 anni e sono il curatore dei contenuti di questo sito. Insegno ARCHICAD da tanti anni, ho scritto manuali d'uso, realizzo e produco video corsi di auto-apprendimento per aiutarti a imparare ARCHICAD velocemente e in modo produttivo.

No Comment

Leave a reply